Sei qui: Home

Cerca nel web


realizzato da Ingonline
in collaborazione con Google.

Ultime notizie - scienza

Ultime notizie - internet

 
Guida Ftool Italiano
Votazione Utente: / 28
ScarsoOttimo 
Scritto da Giovanni Cannì   
Lunedì 09 Giugno 2008 20:54

Come promesso ho finalmente realizzato un breve manuale d’uso (in italiano) per Ftool. Poiché l’ho scritta praticamente durante il mio primo approccio al programma, essa risulta formulata in chiave quasi narrativa. Un po’ come se avessi raccontato nel mio diario personale come ho affrontato il mio primo incontro con questo software. E’ stato così piacevole e immediato che forse non avrebbe necessitato alcuna guida d’uso. Ma visto che ogni giorno giungono a questo sito svariate visite di studenti alla ricerca di una dispensa che sveli gli arcani della creatura di Luiz Fernando Martha, ho voluto condividere con tutti voi le mie scoperte.

Personalmente sto utilizzando questo programma come supporto allo studio di Scienza delle Costruzioni e sono sicuro che mi tornerà molto utile anche nella vita professionale, come auguro a tutti voi.

 

Buono studio e buona lettura!

 

Giovanni Cannì

 

Ftool, questo arcano sconosciuto!

 

La prima cosa che colpisce di questo programma, in senso positivo, è che non richiede istallazione: basta estrarlo dalla cartella compressa e salvarlo in un percorso di cui si ricorderà facilmente la posizione (salvo di crearne un link sul desktop).

È un programma estremamente leggero: occupa poco più di 3 Mb sul disco fisso (a meno di volerlo tenere sempre a portata di mano in una pennetta usb) e l’avvio è praticamente immediato: tra il doppio click sull’icona e l’apertura dell’applicazione intercorrono infatti pochissimi istanti.

La prima schermata che appare, all’apertura dell’applicazione, è quella tipica dei “credits” cui siamo abituati ad accedere dal menù help-> informazioni su… (peraltro assente in Ftool). Luiz Fernando Martha (docente di Ingegneria Civile e creatore di Ftool) ha deciso legittimamente di far apparire questa finestra ad ogni avvio (v. fig. 1) e non sembra aver previsto la possibilità di agire tra le opzioni per toglierla. Tuttavia ritengo che ricordarsi di chi abbia realizzato questo prodigioso programma sia il mimino, rispetto al grande beneficio di disporne gratuitamente!

 

Figura 1: finestra introduttiva di Ftool

 

Una volta chiusa la finestra di “benvenuto” (fare click su close) si può immediatamente godere della sobria GUI (v. fig. 2) che reca la classica barra dei menù in alto e tante altre icone intelligibili che vedremo poco per volta.

 

Figura 2: Gui di Ftool

 

Iniziare con un esempio

 

Ritengo che il modo migliore per imparare ad usare un programma sia quello di smanettarci sopra immediatamente, senza stare a perdere troppo tempo appresso a pallose quanto prolisse guide e manuali vari.

Pertanto inizierei immediatamente a risolvere un problema facile facile consistente in una travatura reticolare piana composta da tre aste aventi una cerniera in comune, su cui insiste il carico, e le altre tre fissate “al soffitto”. Per fare ciò torna utile anzitutto spuntare la casella “grid” e la casella “snap” in basso a destra. Ciò permetterà di realizzare delle geometrie regolari, piuttosto che strutture “alla Giotto”. Selezionare l’icona relativa allo strumento “insert member”, rappresentato da una linea blu obliqua (v. fig 3) e spostare il puntatore del mouse sulla schermata bianca.

 

Figura 3: strumento "insert member"

 

Cliccare su un punto dello schermo che rappresenterà il punto iniziale della prima trave. Cliccare quindi su un altro punto: la trave è così definita. Fare lo stesso per realizzare anche le altre due travi come mostrato in figura 4:

 

Figura 4: definizione delle travi

 

Bisogna ora definire il materiale che costituisce le travi. Selezionare l’icona “material parameters” in alto a sinistra (v. fig. 5).

 

Figura 5: Parametri del materiale

 

Nella parte destra della finestra appare un’apposita scheda in cui è richiesto di definire le proprietà del materiale. Cliccare sul simbolo “create new material parameters” (v. fig. 5). Quindi scegliere un nome per il nuovo materiale e selezionare, ad esempio, “Steel isotropic” (acciaio isotropo).

 

Figura 6: definizione dei legami costitutivi

 

Una volta definito il materiale, occorre applicarne le proprietà agli oggetti disegnati. Per fare ciò è sufficiente cliccare sull’icona “Apply current material to all members”, che è una delle tre icone sotto quella “create new material parameters”.

Ora è richiesto di caratterizzare la sezione delle travi. Per fare ciò basta cliccare sulla seconda icona di quelle indicate in fig. 5 “Section properties”.

Seguendo una trafila analoga a quella descritta per caratterizzare il materiale si riesce anche a definire la sezione.

 

Le travi vanno ora vincolate. Per fare ciò occorre inserire, ad esempio, delle cerniere alle estremità. In alto a sinistra, accanto alle due icone usate in precedenza per caratterizzare il materiale e la sezione, si trova anche l’icona “Support conditions”. Nel solito riquadro a destra occorre quindi definire quali gradi di libertà inibire. Nel caso in esame, volendo realizzare delle cerniere, bisogna spuntare le caselline “Fix” su “Displac. x” e “displac. y”. Selezionare quindi i tre nodi in alto, nel disegno, ciccandoli uno per uno con il tasto Maiusc premuto (questo è un trucchetto che funziona per quasi tutti i programmi di Windows). Infine applicare i vincoli cliccando sull’icona “Apply support conditions to selected nodes”. Il risultato sarà quello di fig. 7:

 

Figura 7: applicazione dei vincoli

 

Ora occorre formalizzare il fatto che il nodo in basso è in realtà una cerniera che tiene insieme tra loro le estremità delle travi. Per fare ciò cliccare su “Rotation release” in alto a sinistra (ormai siamo diventati bravi). Dopo averlo fatto così tante volte l’occhio cade automaticamente sul riquadro a destra dove occorre selezionare “articolate all members at node”. Selezionare quindi il nodo in basso e poi, come ormai sappiamo benissimo, cliccare su “Apply to selected…”. Il risultato è un cerchietto attorno al nodo (v. fig. 8).

 

Figura 8: applicazione cerniera a nodo

 

L’ultimo passo, nel definire la struttura, consiste nell’applicare il carico. In particolare si vuole applicare un carico verticale al nodo in basso. Per fare ciò basta cliccare su “Nodal forces” (v. fig. 9).

 

Figura 9: Applicazione carichi nodali

 

Seguire quindi la solita procedura per definire il carico e applicarlo al nodo. Il risultato è quello di fig. 10:

 

Figura 10: Applicazione del carico

 

 

Il gioco è fatto! Adesso basta semplicemente godersi i risultati (reazioni vincolari, caratteristiche di sollecitazione, deformazioni…), ottenibili servendosi delle icone in alto a destra (v. fig. 11).

 

Figura 11: pulsanti per il calcolo

 

Prima di svolgere i conti il programma chiede di salvare il progetto.

 

Di seguito sono riportate le immagini dei risultati ottenuti:

 

Figura 12: Caratteristiche di sollecitazione

 

 

Figura 13: Deformata

 

 

Trovate il file con questo esempio nella sezione download del sito (per poterlo scaricare è necessario essere iscritti).

Questa guida ovviamente presenta soltanto una frazione di tutte le funzionalità del programma. Tuttavia ritengo che ciò che importi veramente sia soltanto capirne la filosofia e spero di esserne stato capace.

Mi riprometto di realizzare, in futuro, altre guide più dettagliate per utilizzare funzioni più avanzate, come l’uso di corpi totalmente o parzialmente indeformabili, la definizione di una mesh più o meno fitta, l’uso di carichi distribuiti e quant’altro.

 
Ftool - Ottimo sofware per meccanici e non
Votazione Utente: / 2
ScarsoOttimo 
Scritto da Giovanni Cannì   
Giovedì 22 Maggio 2008 13:27

Ftool

Ftool* è un ottimo software gratuito che consente di effettuare l'analisi in due dimensioni delle strutture. L'approccio è quello della Scienza delle Costruzioni, che va oltre la meccanica razionale, permettendo di risolvere anche strutture iperstatiche in cui si tiene conto degli effettivi legami costitutivi dei materiali in esame.

Con una GUI (interfaccia grafica) estremamente intuitiva è possibile disegnare la struttura da analizzare, definirne i materiali, applicarvi i carichi ed ottenere la soluzione in termini di reazioni vincolari, caratteristiche di sollecitazione e deformazioni.

Il software, che ha una notevole valenza didattica, è ampliamente ed efficacemente adoperato anche in ambito professionale per il calcolo delle strutture.

Il punto di forza irresistibile è sicuramente la licenza d'uso gratuita, che permette agli studenti di disporre di un valido strumento di studio a costo zero. Inoltre il programma è disponibile sia per Windows che per Linux, venendo incontro alle esigenze di tutti.

Ritenevo doveroso scrivere un articolo che spiegasse in cosa consista questo portentoso programma, poichè quotidianamente giungono a questo sito visite da parte di utenti alla ricerca di informazioni e disponibilità di download FREE.

Pertanto è possibile scaricare il programma cliccando qui (è richiesta l'iscrizione).

Annuncio inoltre che presto saranno disponibili, qui su ingonline, una guida scritta da me (ovviamente in lingua italiana) per introdurre all'uso di Ftool. Inoltre provvederò a realizzare qualche esercizio di esempio utile per capire meglio le funzionalità del programma.

 Addendum:

Come promesso ho realizzato la guida!

 

*Ftol con dicitura maccheronica

 
UCTE non mente
Votazione Utente: / 1
ScarsoOttimo 
Scritto da Giovanni Cannì   
Lunedì 12 Maggio 2008 20:10

Diagramma Frequenza tempo

 

 

 

 Ricordate l'articolo che esprimeva qualche perplessità riguardo la veridicità dei dati forniti dal grafico sopra raffigurato? Ebbene, si era in qualche modo insinuato che l'andamento della frequenza del sistema elettrico europeo potesse non essere realmente riportato nel suddetto diagramma, il quale avrebbe invece recato una sequenza di numeri casuali validi per essere giocati al lotto.

L'osservazione era scaturita dal fatto che il Javascript che richiamava questa immagine nella pagina principale del sito dell'UCTE abbinava all'url dell'immagine stessa una stringa casuale. Dopo aver attentamente studiato il caso sono arrivato alla giusta conclusione che il refresh dell'immagine è legato all'aggiunta di tale stringa (che di fatto non altera l'url dell'immagine) serve ad evitare che il browser richiami l'immagine stessa dalla cache locale piuttosto che la versione aggiornata. Perchè se ciò accadesse, non si vedrebbe il grafico aggiornarsi ogni due secondi, ma se ne vedrebbe sempre la stessa versione scaricata per la prima volta dal computer.

La domanda che sorge spontanea è: Come è possibile alterare il nome di un file senza alterarne l'indirizzo (url)? semplicemente aggiungendo una variabile GET che spesso è usata nei siti web dinamici al fine di inviare informazioni. Nel caso di un'immagine, si può aggiungere una variabile get ingannando il proprio computer, che cercherà una nuova immagine, ma non il server, che non interpreterà la stringa GET, restituendo l'immagine nuda e cruda. Per fugare ogni dubbio si riporta il seguente esempio:

http://www.ingonline.biz/immagini/grafica/radio.gif

http://www.ingonline.biz/immagini/grafica/radio.gif?stringa=ciao

http://www.ingonline.biz/immagini/grafica/radio.gif?stringa=pippo

Tutti e tre i link rimandano alla medesima immagine, senza che l'aggiunta della stringa dopo il punto interrogativo influenzi alcunchè. Il browser però questo non lo sa e scarica tre volte la stessa immagine salvandone tre copie diverse nella cache.

 
Tributo a Neroogle
Votazione Utente: / 2
ScarsoOttimo 
Scritto da Giovanni Cannì   
Giovedì 08 Maggio 2008 10:44

tributo a NeroogleI più attenti lettori di questo blog certamente ricordano quando Ingonline, oltremodo irritato dalle catene di sant'Antonio che pubblicizzavano la bufala di Neroogle scrisse un articolo in cui si spiegava che i poderosi benefici millantati da Neroogle erano tutt'altro che reali.

A distanza di 3 mesi dalla pubblicazione dello smascherante articolo, rivedendo le statistiche riguardanti le visite al sito http://www.ingonline.biz// si scopre che molti visitatori sono provenuti da vari motori di ricerca e da vari siti proprio alla ricerca di informazioni su Neroogle.

Alla luce di ciò mi sembra doveroso ringraziare chi ha messo in piedi questa farsa permettendomi di scrivere un articolo che ha riscosso un notevole successo.

Pertanto è vero che sebbene Neroogle abbia speculato servendosi della dabbenaggine che imperversa nella rete, è anche vero che molti blogger hanno speculato sulla goffaggine di Neroogle.

 Grazie Neroogle Laughing!

 
«InizioPrec.123456Succ.Fine»

Pagina 3 di 6

Segnalibri

Add to: Icio Add to: Digg Add to: Del.icoi.us Add to: Yahoo Add to: Blogmarks Add to: Technorati Add to: Google Information
by: Camp26.Com

Chi è online

 4 visitatori online