|
Scritto da Giovanni Cannì
|
|
Mercoledì 07 Maggio 2008 17:34 |
|
L'UCTE è un organismo che coordina tutti gli ISO (operatori di sistema indipendente) europei. In altre parole coordina la trasmissione dell'energia elettrica fra sistemi interconnessi (come ad esempio l'Italia con gli altri paesi europei) garantendo la sicurezza.
Aldilà di queste e altre più o meno interessanti notizie dal mondo dell'Ingegneria Elettrica oggi focalizziamo la nostra attenzione su argomenti che forse sfociano un po' sul gossip, ma che è importante sapere. Accedendo alla pagina principale del sito dell'UCTE ,un grafico riportante l'andamento della frequenza fa bella mostra di se. L'emozione di conoscere istante per istante la frequenza della tensione di tutta Europa pervade l'animo di ciascun ingegnere, che rimane attonito a contemplare quel prodigioso grafico che... forse nasconde qualcosa... Ispezionando il codice della pagina si scopre infatti che i dati per aggiornare detto grafico provengono da un file (un javascript) denominato "labhz.js", che prontamente ho scaricato nel mio computer per poterne svelare ogni arcano. Non volendo tenere per me soltanto il risultato, ne riporto di seguito il contenuto: <!-- // image for LabHz var imgLabHz = "/_images/thefrequency/frequency.png";
// refresh time in milliseconds var refreshTimeMS = 2000;
function updateImageLabHz() { if (document.getElementById("labhzimg")) { var myLabHzImg = document.getElementById("labhzimg"); myLabHzImg.src = imgLabHz + "?random=" + Math.random(); // myLabHzImg.src = imgLabHz;
//alert("updateImageLabHz");
// refresh image after 5 seconds window.setTimeout("updateImageLabHz()",refreshTimeMS); } } // build div document.write("<div style='margin:-4px 0px 0px -4px;' id='divLabHz'><a href='javascript:updateImageLabHz()'><img src='" + imgLabHz + "' id='labhzimg' border='0' alt='Refresh'></a></div>");
// start image refresh procedure updateImageLabHz();
//--> |
Sembrerebbe quasi che il contenuto di quel grafico non derivi dalla reale misura della frequenza del nostro vettore, ma che sia quasi del tutto casuale. Nel senso che viene caricata un'immagine ogni 2 secondi cui viene mandata una variabile GET casuale. Tuttavia aprendo direttamente l'immagine e aggiornandola continuamente si osserva parimenti un aggiornamento (anche senza l'aggiunta di stringhe GET). Nei prossimi giorni studierò attentamente il caso per confermare o smentire questo articolo. Nel frattempo sono gradite le vostre opinioni. COME PROMESSO HO STUDIATO IL CASO E NE HO PUBBLICATA LA SOLUZIONE |
|
Scritto da Giovanni Cannì
|
|
Giovedì 03 Aprile 2008 08:08 |
|

Prima di leggere quest'articolo, se non sapete cos'è un CMS, vi suggerisco di leggere quest'altro brevissimo inciso. Tutti coloro che vogliono realizzare un sito web utilizzando Joomla! possono farlo anche senza avere una conoscenza di informatica spinta. E' possibile scaricare tutto il pacchetto dal sito ufficiale in Italiano e la guida di istallazione e uso (sempre in lingua italiana). Una volta installato Joomla! avrete a che fare con i componenti, ovvero tante piccole estensioni che aggiungono nuove funzionalità al vostro sito. Tra queste c'è il consigliatissimo FCK Editor, sul quale a suo tempo è stata fatta un'importante segnalazione. Per tutti coloro che sanno programmare in php e che vogliono realizzare autonomamente nuove estensioni per Joomla! possono farlo utilizzando l'apposita guida (o manuale o dispensa, se preferite) in lingua italiana. Buon lavoro! |
|
Scritto da Giovanni Cannì
|
|
Martedì 11 Marzo 2008 00:33 |
|
 | Il web 2.0 ha rivoluzionato il modo di vivere, fruire e fare internet! Ingonline non poteva restare indietro, per questo motivo si è munito del più potente e attuale software collaborativo: il Wiki!
| Sono innegabili i vantaggi che si traggono dal lavoro di gruppo. Sia esso lo studio universitario di due o tre anonimi studenti di ingegneria oppure la progettazione di un veicolo ibrido da lanciare sul mercato, ciascuno di noi sa che insieme è meglio, insieme è più veloce, insieme è più divertente. Fino a quattro/cinque anni fa era fuori da ogni logica immaginare uno scenario in cui più persone, sconosciute tra loro, riuscissero, dai quattro angoli del pianeta, a riunirsi in un luogo virtuale e portare avanti progetti di grandissimo rilievo. Eppure grazie a internet e soprattutto al nuovo modo di fare internet (web 2.0) oggi siamo in grado di mettere in piedi progetti come Joomla! (il cms open source), Ubuntu (il SO open source), Wikipedia (l'enciclopedia libera... da consultare con spirito critico però), Ma anche progetti artistici come Garageband (podsafe network). E' davvero imperdonabile, oggigiorno, non sfruttare le potenzialità di questi strumenti. Pertanto Ingonline si è munito di un wiki che, in poche parole, è un sito web che può essere modificato da tutti (o da soli utenti registrati) allo scopo di sviluppare determinati contenuti, in collaborazione con più persone. In particolare il wiki Ingonline è dedicato specificatamente a studenti e laureati di/in Ingegneria (preferibilmente Ingegneria Elettrica) e ha come scopo quello di creare un gruppo di studio in grado di realizzare una documentazione quanto più esaustiva e corretta possibile, nell'ambito delle discipline di interesse dell'Ingegneria. Attualmente la consultazione e l'aggiornamento del wiki Ingonline è riservata ai soli membri iscritti al sito Ingonline, che fanno apposita richiesta di essere ammessi al wiki, inviando un'email all'indirizzo postmaster seguito da una chiocciola seguita da ingonline.biz (tattica antispam). All'email è necessario allegare un file di testo contenente il Curriculum Vitae del candidato formattato secondo le regole sintattiche previste per la compilazione di un wiki. La scelta di escludere a priori i visitatori non iscritti e di sottoporre a selezione i potenziali nuovi collaboratori non nasce da un arbitrario desiderio di ghettizzazione, ma dalla precisa esigenza di evitare il dilettantismo. Un ottimo esempio di dilettantismo incontrollato è l'attuale famosissima Wikipedia, che cela tranelli e bufale ovunque. Si vuole pertanto evitare che il contributo di visitatori "smanettoni" e che sanno "di tutto un po'" possa inquinare la correttezza delle voci inserite. |
|
|
Scritto da Giovanni Cannì
|
|
Mercoledì 05 Marzo 2008 00:40 |
Un tormentone, un giochino, un motivetto, una foto, un video, una battuta. Ciascuna di queste cose, nata più o meno casualmente, può potenzialmente infettare milioni di persone, come un vero e proprio virus che si moltiplica esponenzialmente, diffondendosi a macchia d'olio. Come dimenticare l'episodio del video scandaloso che incriminò la professoressa Monteroni di concedersi troppe liberta' con i suoi allievi? Stesso dicasi per lo scaltro imprenditore Sundas che divenne celebre per avvalersi, come testimonial, delle persone più abiette della società. O ancora dell'azienda il cui spot pubblicitario, mai andato in onda in TV, fece il giro del mondo a grande richiesta, perchè ritraeva l'avvenente manager senza veli Sono tutti esempi di Marketing Virale. Ovvero un modo di fare pubblicità basato sulla cosiddetta comunicazione orizzontale. In altre parole l'irresistibile passaparola che si innesca quando qualcosa di curioso (o il piu' delle volte eccitante) si presenta ai nostri occhi. Si tratta di una pubblicità a basso costo ed estremamente efficace, perchè non si insinua fastidiosamente nella vita dei consumatori, ma sono altresì questi ultimi a cercarla. La comunicazione verticale (per intenderci, l'apparizione in TV) è in un secondo momento inevitabile e gratuita, perchè quando un episodio di marketing virale diviene un fenomeno di massa, i media non possono fare a meno di parlarne. Purtroppo non sempre i fenomeni di marketing virale sono positivi e senza conseguenze spiacevoli. Si vedano ad esempio i casi di Neroogle e di electroniks . Spesso infatti questo genere pubblicità fa leva sull'ingenuità della gente. |
|
|
|
|
Pagina 4 di 6 |
Chi è online
4 visitatori online
|