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Scritto da Giovanni Cannì
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Venerdì 29 Febbraio 2008 16:14 |
 | Da: "silvia"
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Oggetto: eeepc Messaggio: ciao simone ho comprato l'asus eee pc a 280 euro sul sito http://www.electroniks.org mi è arrivata oggi. baci
Così cita l'email di spam che pubblicizza l'ennesima probabile bufala su Internet... Da dove sorge il sospetto? Non mi chiamo Simone ! |
Questo blog, non me ne abbiate, sta diventando sempre meno ingegneristico e sempre più informatico. Ma come si può non correre il rischio di uscire fuori tema quando nuove Bufale fanno impietosamente capolino nelle nostre caselle di posta elettronica? L'email in questione è stata goffamente realizzata da qualcuno che, giocando d'azzardo, scommette che tra le migliaia di malcapitati ricettori del messaggio ve ne siano un numero sufficiente che si chiamano Simone e che conoscono qualcuno che si chiami Silvia. Gioca su un fattore emotivo molto delicato: la fiducia; Gioca anche su un fattore fisiologico: la fretta. La fiducia nel presunto mittente e la fretta di leggere tutta la posta elettronica spingono a visitare il sito in questione (www.electroniks.org). I prezzi competitivi che propone incoraggiano a fare il resto. Che si tratti di una truffa o meno, non sono in grado di dirlo. Tuttavia sussistono due fatti molto spiacevoli: L'azienda si pubblicizza mediante spam; Questa fantomatica "ELECTRONIK S.p.A." non esibisce nessuna partita IVA, tantomeno alcun indirizzo fisico della sede.
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Scritto da Giovanni Cannì
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Venerdì 22 Febbraio 2008 12:40 |
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Avvelenare i ragni... si direbbe quasi che oggi su Ingonline si parli di spietata e crudele "economia domestica". Invece si tratta dell'ennesimo articolo che tratta di internet e informatica! Mi rendo conto di ritrovarmi a scrivere sempre articoli che trattano di computer. Purtroppo è il settore che maggiormente mi interessa. Cosa c'entrano i Ragni con Internet? Con il termine ragno (o spider o crawler o bot e mille altri sostantivi coniati per la bisogna) si indicano dei computer programmati appositamente per scansionare tutti i siti internet che gli capitano a tiro reperendo informazioni di vario tipo che poi vengono classificate e memorizzate in un database. Quando un ragno visita un sito internet, in particolare, segue tutti i link che vi trova, potendo così andare a raggiungere anche altri siti internet (e così via fino quasi all'infinito). Cosa cercano i Ragni nei siti internet? Da questo punto di vista mi viene quasi da fare una distinzione tra Ragni buoni e ragni cattivi. Ci sono ragni che visitano i siti internet allo scopo di riempire i database dei motori di ricerca. Ci sono altri ragni che hanno invece la cattiva creanza di andare di sito in sito a reperire indirizzi di posta elettronica, che saranno poi raccolti da aziende che, in maniera scorretta, pubblicizzeranno i loro prodotti e/o servizi inviando email indesiderate (spam) a tutti coloro che hanno incautamente lasciato il proprio indirizzo di posta elettronica al pubblico demanio. Da quando esiste lo spam gli sviluppatori di siti web devono fare i conti con questi fastidiosissimi ragni che, oltre a quanto detto sopra, tendono a sovraccaricare i server che ospitano i siti web e che, a volte, hanno l'ulteriore pessima abitudine di compilare automaticamente i moduli che trovano nei vari siti (ad esempio il classico libro degli ospiti) allo scopo di inserire commenti in cui pubblicizzano siti internet per lo più a contenuto erotico. Nel corso degli anni sono state sviluppate le tecniche più disparate per difendersi dallo spam. Classificherei queste tecniche distinguendo tra passive e attive. A volte, infatti, ci si limita a camuffare alcuni contenuti ai ragni (cosiddetto cloaking) quali ad esempio gli indirizzi di posta elettronica, inserendoli come immagini piuttosto che come testo, perchè un essere umano è in grado, contrariamente ad un Ragno, di leggere l'indirizzo email . Un altra tecnica passiva può consistere nel prendere in giro un ragno, che è strutturalmente stupido, indicando un indirizzo email "postmaster.eliminaquesto @ ingonline.biz" e raccomandando di eliminare la stringa "eliminaquesto". Per quanto riguarda invece la compilazione automatica dei moduli, analogamente, si richiede al visitatore di compiere un'operazione che richiede la capacità di riconoscere immagini, oppure di ragionare autonomamente, come questo esempio, in cui si chiede di fare un semplice calcolo. L'altro fronte su cui si lavora, quello attivo, si propone invece di danneggiare i Ragni, sottoponendogli tantissimi indirizzi email fasulli, come ad esempio Spam poison. |
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Scritto da Giovanni Cannì
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Sabato 16 Febbraio 2008 15:34 |
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 | "SE GOOGLE AVESSE UNO SCHERMO NERO, VISTA LA GRANDE QUANTITA’ DI PERSONE CHE LO USANO, SI CALCOLA CHE SI RISPARMIEREBBERO CIRCA 750MEGAWATT/ORA." Così cita l'introduzione della email che pubblicizza Neroogle, realizzato appositamente per sprovveduti e incauti foraggiatori dello spam. | Iniziativa dannosa
La bufala in oggetto prelude ad un risparmio energetico correlato all'uso di una nuova versione del famosissimo motore di ricerca spacciata come iniziativa di Google corp. stessa. E' facile intuire che l'iniziativa non sia in alcun modo scaturita da Google, in quanto la diffusione della notizia è avvenuta per mezzo di catene di S. Antonio che da diverse settimane contribuiscono ad intasare le caselle di posta elettronica degli italiani. Potremmo dire che il fine giustifica i mezzi, qualora Neroogle sortisse l'effetto desiderato. Purtroppo non è assolutamente vero che il consumo energetico di un calcolatore elettronico (c.ca 2÷300 W) dipende sensibilmente dall'emissione cromatica del suo schermo (i pixel rimangono accesi qualunque sia il colore emesso). E' invece vero che Neroogle ha sortito l'effetto opposto! Da uno studio condotto dal CNR è emerso che lo spam impiega oltre 800 terabyte (1012 byte = un milione di milioni di byte) di banda internet al giorno e che ogni giorno ciascun utente impiega mediamente almeno 15 minuti per ripulire la casella di posta elettronica, ergo 15 minuti al giorno persi in cui ogni computer rimane acceso consumando inutilmente energia. Ciò vuol dire che se anche Neroogle funzionasse, sarebbe già costato (in termini energetici) molto più di quanto promette di far risparmiare La vera finalitàE' lecito chiedersi perchè qualcuno abbia allora avuto interesse a mettere in piedi una farsa di tale portata. La risposta risiede nelle opportunità di guadagno offerte dai programmi di affiliazione di Google: Google infatti remunera tutti coloro che implementano il suo motore di ricerca nel proprio sito proporzionalmente al numero di ricerche effettuate dai visitatori che conducono ai cosiddetti link sponsorizzati. Un'iniziativa apparentemente nobile come Neroogle invoglia tanta gente ad aderirvi foraggiando, in questo modo, un meccanismo che incoraggia lo spam e che inflaziona il costo della pubblicità su Google (Adwords). C'è tuttavia da ritenere che Google, che esclude dai propri programmi di affiliazione tutti coloro che mettono in atto sistemi fraudolenti per gonfiare i propri guadagni, presto escluderà Neroogle. Come comportarsiOccorre in tutti i modi inibire lo spam non inoltrando le email che pubblicizzano Neroogle (e ogni altra catena di S. Antonio) e diffondere la controinformazione scrivendo su blog e forum che chi ritiene di poter risparmiare energia, adoperando uno schermo nero, può avvalersi del servizio (già offerto da Google) di personalizzare la homepage di Google. |
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Scritto da Ingonline
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Mercoledì 13 Febbraio 2008 00:13 |
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Un CMS (Content Management System) è una sorta di programma, realizzato utilizzando linguaggi propri del web (ad es. PHP, ASP), che permette di gestire facilmente un sito internet dinamico. Oggi è disponibile una nutrita (se non addirittura sterminata) varietà di CMS, molti dei quali resi disponibili gratuitamente (ad es. Joomla!, Mambo, Nuke). L'alternativa all'uso di un CMS preconfezionato consiste nel realizzare da soli il codice che permetta di richiamare e di memorizzare dei contenuti da/a un database e che gestisca così i contenuti dinamici del proprio sito. Ci sono pro e contro in ognuna di queste scelte, valutiamoli in dettaglio: - Un CMS "preconfezionato" nasce dal lavoro instancabile di tante persone qualificate. Ciò implica una qualità notevole del prodotto;
- Un CMS "preconfezionato" e valido è tendenzialmente usato da tante persone. Questa cosa fa molta gola ai cosiddetti cracker (attenzione, non hacker) che passano il tempo a studiarne le falle di sicurezza per poter fare più danno il possibile al prossimo;
- Un CMS "preconfezionato" è semplice da utilizzare, ma è estremamente complicato al tempo stesso. In caso di problemi si rischia di non sapere dove mettere le mani (come ad esempio nel caso di FCKeditor per Joomla!).
La scelta non è pertanto così ovvia. Per questo motivo quando nacque il sito "Ingonline" (nel marzo del 2004) si scelse di realizzare un CMS ad hoc, con notevoli vantaggi legati alla sua robustezza nei confronti di Spam e la possibilità di correggere manualmente ogni tipo di errore o inconveniente si presentasse. Tuttavia la crescita continua del sito e la necessità di gestire una mole di dati sempre maggiore hanno reso necessaria l'adozione di Joomla!. Il discriminante quindi può essere proprio questo: le dimensioni del sito, oltre ovviamente alle proprie competenze come programmatori (se non si conosce php, inutile già in partenza cercare di realizzare un CMS). Non bisogna comunque essere troppo spaventati dalla radicalità della scelta. Si può pensare di realizzare un CMS ad hoc e poi convertirlo successivamente "migrando" i dati (articoli, utenti iscritti, discussioni dei forum), dopo averli resi opportunamente compatibili con il nuovo CMS. |
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